Video interviste di successo

Video interviste di successo con piccoli accorgimenti che fanno la differenza.

Una video intervista oggi serve a tante cose: dalle news dei giornali e dei TG all’informazione scientifica, culturale, politica, sportiva, ecc..

La video intervista è quindi un mezzo per far conoscere o per farsi conoscere.

Come si fa una buona video intervista

Innanzitutto serve una telecamera ed un cavalletto. Meglio una vera telecamera di una macchina fotografica. Essendo un’intervista serve un microfono. Se c’è un giornalista che fa domande e vogliamo sia ripreso, usiamo il gelato.

Un unico microfono per chi domanda e chi risponde. Ogni telecamera ha sempre 2 canali e se uno lo occupiamo con il radio, l’altro lo dedichiamo ad un microfono direzionale. Sempre meglio registrare su 2 canali separati per non avere sorprese anche se l’audio preso dalla camera sarà sempre più “sporco” dell’altro. Il collarino è la soluzione di gran lunga migliore per un’ottima intervista. Servono delle luci (almeno due). Ecco i 5 step per rendere le Video interviste di successo.

L’inquadratura ed il fondale

Se è possibile utilizziamo almeno 2 telecamere per avere il primo piano ed il totale. Nel montaggio di un video risulterà utile per tagliare battute che non interessano, errori, esitazioni (il classico eheeh……). Non servono per forza due operatori perché la telecamera con il grandangolo può anche non essere presidiata. Il fonico è fondamentale in una video intervista importante perché controlla solo l’audio lasciando all’operatore il compito dell’inquadratura.

Nel caso del fonico il secondo microfono invece che sulla telecamera deve essere utilizzato con un’asta telescopica.

Creiamo un piccolo set dove le luci debbono illuminare in modo uniforme tutto quello che riprendiamo. Ogni dettaglio è importante perché poi in montaggio ci accorgiamo di quanto dia fastidio quel libro storto, quelle penne sul tavolo disordinate, la macchia sul muro, lo straccio per terra e via dicendo. L’operatore deve essere molto attento a preparare la scena. Ecco perché le grandi produzioni video richiedono anche in questo caso un regista ed un direttore della fotografia.

Utilizzo del Gobbo

L’intervista può essere fatta a persone abituate ad essere riprese (attore, giornalista…) ma anche a chi non ha dimestichezza con mezzi televisivi. Un Responsabile di un’Azienda, un professore, un musicista… Non è detto quindi che riesca ad improvvisare un discorso, soprattutto se lungo.

Scrivere il testo su un Gobbo (anche un semplice Ipad con programma di scorrimento testo) aiuta molto e fa risparmiare tempo a tutti con risultati migliori. In questo caso l’unica accortezza è posizionare lo schermo in modo che gli occhi dell’intervistato non guardino troppo in alto o basso. La regola è guardare in camera.

Fare delle prove e mettere a suo agio l’intervistato

Se la persona da intervistare ha dimestichezza con un set televisivo, non ci saranno problemi. Partirà come un razzo, ed anche se sbaglierà qualcosa, da solo rimedierà. Negli altri casi è fondamentale parlarci, spiegare cosa stiamo facendo, dare suggerimenti… metterlo a suo agio. Serve fare delle piccole prove anche per controllare la pulizia dell’audio e l’inquadratura.

Il Ciak e la postproduzione

Quando alla fine sarà tutto pronto (controllata esposizione, luci/ombre, inquadratura, frase sul gobbo…) si dà il ciak per far partire insieme le telecamere e registrare. Se c’è un Regista o se l’intervistato ce lo chiede, dobbiamo essere pronti a far vedere come è venuta la ripresa e far sentire che lo speach sia soddisfacente).

Chiusa l’intervista si passa alla sua elaborazione in studio e quindi alla sincronizzazione delle 2 o 3 telecamere, ai tagli, ove si rendano necessari. Spesso si girano più sequenze ed allora si deve scegliere la migliore ed eventualmente prendere dall’una e dall’altra (ecco perché girare con più camere darà un risultato migliore, sarà più facile creare una clip uniforme e bella a vedersi).

Nel caso abbiamo utilizzato una sola camera, ricordiamoci l’insegnamento di mamma Rai: fare sempre dei piani di ascolto del giornalista (se inquadrato) o dell’intervistato, magari riprendiamo le mani od altri particolari che potranno essere utili nei tagli.

Pulizia dell’audio, se serve con filtri od equalizzazione, color correction…. Sottopancia e quanto ci viene richiesto.